CENA CON DELITTO – KNIVES OUT: il giallo brillante di Rian Johnson

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Rian Johnson, già regista di film come “Star Wars – Gli ultimi Jedi” e “Looper” torna dietro la macchina da presa con un cast d’eccezione in “Cena con delitto – Knives Out”.

La trama gira intorno al misterioso assassinio del famoso scrittore di gialli Harlan Thrombey, che, il mattino dopo il suo 85esimo compleanno, viene trovato morto nella sua camera da letto. Spetterà all’investigatore privato Benoit Blanc (interpretato da un brillante Daniel Craig) svelare il mistero dietro al decesso cercando di sbrogliare quell’intricato filo di segreti che negli anni gli altri membri della famiglia hanno intessuto fra loro.

Il film porta lo spettatore in un’investigazione che prende a piene mani dal giallo classico in stile Agatha Christie non prendendosi mai troppo sul serio, donando anche dei deliziosi intermezzi di humor inglese che non vanno quasi mai fuori tema. La regia, così come la scrittura, rimane molto curata e sempre pensata a dare allo spettatore un indizio in più per arrivare assieme al protagonista alla soluzione finale del caso. Quello che ha convinto di più di questo film è come la trama sia solida e con buchi di sceneggiatura ridotti al minimo, con colpi di scena distribuiti in maniera omogenea e non troppo banali (e no, non è stato il maggiordomo).

In quest’opera Rian Johnson si è avvalso di un cast stellare tra cui spiccano i nomi di Chris Evans (reduce da Infinity War: Endgame, 2019) e Michael Shannon (La forma dell’acqua, 2016) assieme a molti altri. Tutti gli attori hanno una loro parte più o meno amalgamata alle altre e riescono a creare un film corale di non così ovvia fruibilità, che ricorda pellicole come il recente “Assassinio sullo’ Orient Express” di Kenneth Branagh (2017).

In conclusione “Knives Out – cena con delitto” è un film da vedere, la pellicola riesce a riportare il fascino dell’investigazione da classico giallo in una veste nuova che pur rifacendosi alla tradizione, strizza l’occhio alla modernità con non pochi riferimenti a quest’epoca 2.0, con le sue contraddizioni e intolleranze, utilizzando il giallo sia come vincolo di intrattenimento che come brillante critica dei nostri tempi.

di Riccardo Raffo