Film per una serata di Halloween da brividi: dieci consigli

0
448
Ecco come vi immaginiamo passare la sera del 31 ottobre. Pervertiti!

Dopo i consigli dell’anno scorso, SDAC Magazine vi consiglia 10 film per una serata di Halloween 2022 indimenticabile.

Dieci consigli per la visione da soli (meglio di no), in coppia o in compagnia di amici. Potete sceglierne uno o fare una maratona di sangue e terrore. Ce n’è per tutti i gusti: serial killer, streghe, scienziati pazzi e molto altro. Spazieremo da titoli più mainstream a quelli meno conosciuti. Dai capolavori dell’horror a piccole perle nascoste, fino ad arrivare a film semplicemente inquietanti. Partiamo! Film per una serata di Halloween

Imago mortis, Stefano Bessoni, (2008)

Uno dei perversi marchingegni utilizzati nel film.

Il film verte sulla così detta pratica della tanatografia e si ispira a esami clinici realmente condotti. Uno scienziato italiano, durante il Rinascimento, è convinto di poter catturare le immagini attraverso la retina di persone uccise. Questo lo porterà a commettere indicibili crimini, fino ad essere condannato a morte. Nei giorni nostri un giovane studente, ossessionato da strane visioni, arriverà a scoprire che nella scuola internazionale di cinema dove studia, c’è nascosto qualcosa di raccapricciante, legato indissolubilmente a quegli antichi esperimenti.

Il film è una piccola perla nascosta, diretta dal regista e animatore stop-motion Stefano Bessoni. La pellicola è girata interamente in Italia, precisamente nella città di Torino. Ha un’atmosfera pregna e densa e una fotografia molto marcata. A tratti ricorda Profondo Rosso e Il gatto a nove code, film del maestro del brivido Dario Argento, anch’essi quasi totalmente girati nel capoluogo piemontese. La trama segue una spirale discendente che si accompagna al brivido della scoperta e alla preoccupazione per la sorte dei protagonisti fino a deflagrare in un finale di tutto rispetto.

Nel cast troviamo Oona Chaplin e Geraldine Chaplin, rispettivamente nipote e figlia del celeberrimo Charlie. Nonostante questo, vi assicuriamo che il film non fa per niente ridere.

Them – Loro sono là fuori, David Moreau, 2006

Il buio, la pioggia e un nemico ignoto.

Una giovane coppia si è trasferita per lavoro in una piccola comunità rurale nelle sperdute campagne rumene. La location è classica: una casa isolata nel bosco. Durante una piovosa notte i protagonisti si accorgono che qualcuno gli sta rubando la macchina, parcheggiata in giardino. Allarmati si alzano dal letto e si rendono conto che la corrente elettrica è stata tagliata, creando un’atmosfera tetra e imprevedibile. Fino a qui niente di nuovo, ma le sorprese non tarderanno ad arrivare. La vera forza della pellicola sta nel raccontare, con pochi elementi a disposizione, una storia semplice che tocca però diversi temi. Innanzitutto l’identità degli aggressori vi lascerà spiazzati. Così come la furia violenta e divertita degli stessi vi lascerà un magone difficilmente digeribile, come del resto il finale: vi sentirete chiusi in gabbia. Film per una serata di Halloween

Questo film, di produzione francese e rumena, ha lanciato la (breve) carriera del regista e sceneggiatore francese David Moreau. Il film, come ammesso dallo stesso, è ispirato a una leggenda metropolitana raccontatagli da un tassista, durante un suo viaggio in Repubblica Ceca. La trama viene comunque presentata come una storia vera. Facendo una rapida ricerca si scopre che, effettivamente, la furia nichilista raccontata in questo prodotto non può non essere ispirata a fatti realmente accaduti.

L’attrice protagonista è Olivia Bonamy, che qualcuno potrà ricordare assieme a Vincent Cassel nel film drammatico Sulle mie labbra. Il resto del cast è composto da attori sconosciuti, presi fra la società civile rumena. Questo aggiunge un tocco di realismo ad una pellicola già tremendamente vera.

The Blair Witch Project, Daniel Myrick e Eduardo Sanchez, 1999

La documentarista che assume il ruolo di protagonista in questa iconica pellicola.

Sì, sì, sappiamo cosa state pensando: “Ma questo film lo conoscono tutti e ormai non stupisce più nessuno!“. Va bene, ve lo concediamo. Ricordiamoci però che anche noi millennials stiamo invecchiando, ed è un nostro preciso dovere morale informare i nostri cuginetti più piccoli sui film horror che hanno SEGNATO la nostra generazione. È anche una buona occasione per sbattergli in faccia di come anche noi, ai nostri tempi (sigh!), eravamo capaci di sfruttare nuove strutture narrative collegate all’avvento di tecnologie sempre più evolute. Sempre meglio di TikTok, comunque.

Detto questo, il film è uno dei primi mockumentary della storia. La trama è semplice: una troupe composta da tre persone si reca nel paesino sperduto di Burkittsville, nel Maryland. Qui iniziano a girare un documentario su un’antica leggenda, legata alla figura di una strega, che secondo molti racconti popola ancora le foreste che circondano la cittadina. I giovani si inoltrano quindi nei boschi con la telecamera in spalla, dove però si perdono e scompaiono. La VHS con le riprese da loro effettuate verrà ritrovata tempo dopo. Questo found footage è il film nella sua interezza. Film per una serata di Halloween

Accompagnato all’uscita in sala da una originale e geniale campagna pubblicitaria (fatta di volantini di scomparsa, annunci su primordiali siti web e commenti sui forum), il film si è consacrato come cult assoluto fin dagli esordi. Scarno e grezzo, la pellicola è un prodotto artigianale più unico che raro, che riserba momenti altissimi di tensione e di vera paura. Un esempio perfetto di piccola produzione di grande successo, adatta per una serata da brivido indimenticabile.

A Cure for Wellness, Gore Verbinski, 2016

Una delle bellissime, quanto inutili, inquadrature del film.

Appena prima di scrivere queste righe ho letto il titolo di una recensione sul film: “A Cure for Wellness, il mega-flop che non è un film, ma un sequestro di persona“. Dopo aver sommessamente riso, mi sono chiesto se inserire questo film in lista sarebbe potuta essere una buona idea. Dura circa due ore e mezza, non è classificabile puramente come horror ed è un calderone sconclusionato di scene esteticamente perfette, a tratti quasi stranianti. Quindi tutti ottimi motivi per scriverne. Film per una serata di Halloween

Ci troviamo a New York e il protagonista è un giovane Wolf of Wall Street che sta lavorando ad un grande progetto di investimenti. Per concluderlo gli mancano solo le firme del presidente dell’azienda per cui lavora, che si è ritirato in un resort sulle Alpi Svizzere, dalla quale fa sapere di non voler più tornare. Quindi il broker, interpretato da Dane DeHaan, parte per l’Europa, in modo da ottenere le tante agognate sigle su questi importanti documenti. Arrivato a destinazione si rende conto che c’è del miracoloso in questo centro benessere, ma dopo aver subito un incidente d’auto si trova quasi forzosamente sottoposto a una particolare cura del benessere.

La pellicola, come avrete potuto capire, non è imperdibile, eppure, in qualche misura, intrattiene. È un’altalena infinita di meravigliose ambientazioni, personaggi e situazioni, che nella loro assurdità conducono lo spettatore in un vortice di emozioni che può rivelarsi interessante, inquietante e divertente, specialmente in una serata come quella di Halloween. E ci sono le anguille. Tante anguille. Che nuotano nell’acqua. Tantissima acqua.

Maniac, William Lustig, 1980

Ma quanto eri bello Joe Spinell.

Una pellicola abbastanza conosciuta fra gli amanti dello slasher. Un piccolo gioiello nato dalla collaborazione fra l’attore protagonista Joe Spinell e il regista William Lustig. I due si conobbero lavorando su un set, ed essendo entrambi amanti del cinema dell’orrore divennero amici. Lustig voleva dirigere un film omaggiando Mario Bava e Dario Argento, Spinell voleva recitare una parte in cui rendere protagonista un assassino e la sua distorta psicologia. Da questi presupposti nasce Maniac, uno dei primi film che vede uno spietato quanto disturbato serial killer protagonista assoluto della pellicola.

La trama racconta le vicende di Frank Zito, un triste uomo di mezz’età che vive in uno squallido tugurio in una non specificata periferia di New York. Quest’uomo, apparentemente semplice, è in realtà un omicida che è solito fare lo scalpo alle proprie vittime. Il film, oltre ad avere un numero limitato di location, sembra essere stato scritto per risultare impermeabile. Guardandolo non avrete respiro dalla psiche contorta del personaggio, starete in sua stretta compagnia per un po’ di tempo. E non sarà sempre piacevole. Film per una serata di Halloween

Ma non è tutto: qualcuno pone il film come fonte d’ispirazione per i celebri omicidi del Mostro di Firenze. L’avvocato difensore di Mario Vanni (“RITORNEREMO!”), il grande e compianto Nino Filastò, disse che alcuni delitti del Mostro avvennero nelle vicinanze di cinema che proprio in quel periodo proiettavano Maniac. E che, probabilmente, il serial killer più famoso d’Italia andasse a vedere il film prima di compiere i suoi massacri, riconoscendosi nel personaggio interpretato da Joe Spinell. La pellicola non vi svelerà comunque l’identità del Mostro di Firenze, ma sarà sufficiente per farvi passare una buona serata di Halloween.

Suspiria, Luca Guadagnino, 2018

Frame proveniente da una meravigliosa sequenza di ballo (e non solo).

Partiamo subito con una precisazione, prima che stuoli di integralisti darioargentiani inizino a storcere il naso. Suspiria di Guadagnino NON È il remake dell’omonimo film di Dario Argento, bensì un’omaggio al titolo originale. Ci troviamo nel 1977, durante l’Autunno tedesco, epoca storica caratterizzata da una notevole attività terroristica. Una giovane che ha abbracciato la lotta armata (Chloe Grace Moretz), confida alla proprio psicanalista, interpretato da Tilda Swinton, di aver abbandonato la propria scuola di ballo dopo aver scoperto che la stessa è gestita da streghe. La dottoressa la prende per pazza e poco dopo la ragazza scompare nel nulla. Film per una serata di Halloween

Parallelamente un’aspirante ballerina americana, interpretata da Dakota Johnson, riesce a farsi ammettere nella sopracitata accademia, entrando progressivamente nelle grazie dell’insegnante Madame Blanc, anch’essa interpretata da Tilda Swinton, che in questa pellicola ricopre ben tre ruoli. Da qui in poi inizia un rapporto meta-simbiotico fra la studentessa, la docente e la scuola stessa, fino a capire che sotto si nasconde qualcosa di terribile, che vuole arrivare a controllare e sfruttare le menti e i corpi di queste giovani donne.

Il film ha un buon ritmo, molte scene impressionanti e un finale che è una vera e propria orgia di sangue. Ricorda per certi versi The Neon Demon di Nicholas Winding Refn, sia per fotografia che come trama e ha delle caratteristiche in comune con Gretel & Hansel di Oz Perkins. Inoltre la colonna sonore è scritta da Thom Yorke dei Radiohead. Un’ulteriore pietra che costruisce un film interessante, da brivido, e con diverse chiavi di lettura.

The Witch, Robert Eggers, 2015

La protagonista, Ana Taylor Joy, insieme al fratellino, interpretato da Harvey Scrimshaw.

L’esordio di Robert Eggers è stato dirompente, con una pellicola che si tiene lontana dal jumpscare e che ci trasmette tutto l’orrore creato dai nostri pregiudizi e dal mistero che ci circonda nel mondo. Una pellicola minimale sotto certi aspetti, spietata e con un colpo di scena finale che è  la pietra tombale sull’ottimismo di chi guarda. Il tutto accompagnato da una fotografia esautorata, pallida, alienante.

Ana Taylor Joy, al suo esordio sul grande schermo, è una giovane ragazza puritana che abita con la sua famiglia in un piccolo casolare fuori dalle mura della città. L’educazione data a lei e ai suoi fratellini è molto estrema ed esclusivamente basata sulla parola di Dio. La pellicola si concentra sulla disgregazione familiare, a seguito della scomparsa del fratello più piccolo, un neonato rapito da una strega e ucciso per creare unguenti magici. Fra paranoia, superstizioni, disperazione e arretratezza culturale, l’ambiente familiare si trasforma presto in un vortice di accuse reciproche che sfoceranno nella più banale e spaventosa violenza. Film per una serata di Halloween

Il film mette l’accento anche sulla differenza di prospettiva fra le generazioni, con una giovane ragazza che brama indipendenza e soddisfazione delle proprie esigenze, anche sessuali, contro una struttura familiare che, al contrario, la limita in modo pressoché assoluto. Un film moderno, a costruzione lenta, che va sicuramente recuperato.

Knok Knok, Eli Roth, 2015

Immaginate che qualcuno entri in casa vostra e la trasformi in un parco giochi per i propri divertimenti.

Un film pregevole. Remake di Death Game del 1977, è probabilmente l’ultimo film ben diretto dal regista di Hostel e Cabin Fever. Un uomo felicemente sposato resta a casa da solo, dopo che la sua famiglia è uscita per una gita programmata. Durante la serata due giovani ragazze bussano alla sua porta, con la scusa di utilizzare internet per riuscire a contattare un autista e tornare a casa. La scelta di farle entrare non si rivelerà un successo. Le due cercano in tutti i modi di sedurre il protagonista, interpretato magistralmente da Keanue Reeves; dal momento in cui riescono nel loro intento, inizierà un vero incubo.

Un film che non ha elementi sovrannaturali al suo interno, anzi. Si rifà ad archetipi sociali e umani che, nella loro triste naturalezza, possono trasformare la vita di una persona in una vera e propria tragedia. I toni aumentano esponenzialmente per tutta la durata del film, fino ad un finale beffardo, dove lo spettatore cerca un colpevole senza riuscirsi completamente, limitato e confuso dagli stessi giudizi sociali che il film prende in questione e mette sotto la luce dei riflettori. Tutto sulla sottile soglia che, saltuariamente, divide le vittime dai carnefici. Film per una serata di Halloween

Uno degli elementi cardine della pellicola è sicuramente la location, una bellissima casa piena di vetri e specchi. Oltre alle difficoltà incontrate nel girare un film in un ambiente potenzialmente pieno di riflessi, fu il disordine al suo interno durante le riprese a creare un aneddoto divertente. Il proprietario dello stabile, che aveva affittato l’appartamento alla produzione, quasi svenne visitando il set, viste le condizioni in cui erano stati ridotti gli ambienti. Quindi guardatelo se vi piacciono gli horror ma non se siete ossessivi compulsivi!

L’inquilino del terzo piano, Roman Polanski, 1976

Il protagonista visita la donna suicida sul letto di morte, affiancato dalla migliore amica di lei.

Non parliamo di un horror in questo caso, ma di un vero masterpiece della cinematografia mondiale. È stato girato da Roman Polanski, poco dopo l’uccisione della moglie Sharon Tate da parte della Manson Family. Il film effettivamente restituisce tutta l’inquietudine e il dolore per una perdita così grande.

Il signor Trelkowski, un modesto uomo di mezza età interpretato da Polanski stesso, affitta un appartamento parigino dove si è appena consumato il suicidio di una donna. Appena insediatosi nella casa, gli anziani vicini di pianerottolo iniziano a tormentarlo con pettegolezzi e numerose angherie. Lo trattano come se fosse la donna suicida, innescando un meccanismo perverso nella mente del povero malcapitato. Da lì a poco anche il vicinato protrarrà lo stesso trattamento, fino ad arrivare a un finale unico che vi lascerà a bocca aperta.

Il film viene spesso definito come una semi-autobiografia del regista, basata su un passato non idilliaco, del razzismo e dell’isolamento da lui subito, in particolare per le sue origine ebraiche. L’ambiente claustrofobico che caratterizza il film è sicuramente sintomo di questo e merita una visione attenta e pronta. Per una serata non solo spaventosa ma anche arricchente dal punto di vista cinematografico.

True Detective, Cary Joji Fukunaga, 2014

Il ritrovamento del primo cadavere che da il via alle investigazioni.

L’ultimo prodotto di questa lista non è un film, bensì una serie tv. Probabilmente una delle più belle mai prodotte o, a detta di molti e di chi scrive, LA più bella. True Detective, season 1 segue le vicende di due investigatori di sede in Louisiana, Martin Hart e Rust Cohle, interpretati rispettivamente da Woody Harrelson e Mattew McConaughey. I due hanno personalità contrapposte: padre di famiglia e uomo tutto d’un pezzo il primo, alcolista e nichilista il secondo.

Nel 1995 iniziano ad indagare su uno strano omicidio, apparentemente rituale, che ha coinvolto Dora Lange, una giovane prostituta che viene trovata legata alla base di un albero e con il capo cinto da una corona di liane e adornato da corna di cervo. Questo input li porterà in una lunga investigazione, attraverso gli squallidi e paludosi territori della zona. La narrazione si alterna fra 1995 e 2012, quando i due, per diversi motivi, tornano a lavorare insieme. Fino alla risoluzione finale del mistero, in una miscela di misticismo, disagio criminale, visioni e domande esistenziali.

I dialoghi scritti per la serie sono basati su importanti scritti filosofici, perlopiù pessimisti o nichilisti. Sono stati ispirati dalle opere di scrittori come Thomas Ligotti e Friedrich Nietzsche e non sempre di facile assimilazione. La stagione conta solo otto episodi, ed essendo antologica termina alla fine degli stessi. Per un Halloween prolungato!

A.M.