Il cinema di Nicolas Winding Refn: 10 incredibili curiosità

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Dalla trilogia cult di Pusher, al successo di Bronson. Dallo spietato The Neon Demon fino ad arrivare al suo film più celebre: Drive. Tutto questo è il cinema di Nicolas Winding Refn. Abbiamo raccolto per voi, 10 incredibili curiosità su di lui e su i suoi film.

Nato a Copenaghen il 29 settembre 1970, Nicolas Winding Refn è sicuramente uno dei registi più dibattuti degli ultimi anni. Scuola danese, noto alla cronaca cinematografica fin dagli anni novanta, salito alla ribalta alla fine del primo decennio degli anni duemila. Poco avvezzo ai meccanismi di produzione hollywoodiani, Refn ha sempre alternato piccole produzioni a grandi budget, preferendo rimanere legato alle prime. Questa sua visione ha dato vita ad una carriera non lineare ma assolutamente interessante, in molti versi innovativa.

La regia cronologica

Fin da Pusher – L’inizio, un’aspetto interessante dello stile registico di Nicolas Winding Refn è sicuramente il fatto di girare le scene dei suoi film in ordine cronologico, con poche eccezioni. Questo, secondo il regista, rende gli attori più consapevoli della storia che stanno recitando, aumentando l’aderenza al racconto e la possibilità di generare emozioni autentiche. Questa pratica non viene quasi mai utilizzata ad Hollywood, soprattutto per motivi organizzativi e perché spesso ritenuta amatoriale.

Immagine tratta dal film “Pusher – L’inizio”, il primo lungometraggio del regista. All’inizio il prodotto doveva essere un cortometraggio, con lo stesso Refn protagonista.

L’amore per il cinema in una motosega

Come si è innamorato del cinema un giovane adolescente danese degli anni ottanta? Guardando Non aprite quella porta di Tobe Hooper: “L’ho visto la prima volta a 14 anni al New York Cinema Village in double feature con Le colline hanno gli occhi. È stata la prima volta che ho capito che un film era una forma d’arte, e che i film sono non su ciò che vedi ma si cosa non vedi”. Dichiara di essere stato fortemente colpito anche da Last House On Dead End Street, horror di Roger Watkins, inedito in Italia.

Un frame tratto dal capolavoro di Tobe Hooper, conosciuto in Italia con il nome di “Non aprite quella porta”. L’originale, “Texas Chainsaw Massacre” è sicuramente più evocativo.

La casa infestata di The Neon Demon

Per aumentare la tensione e calare gli attori in un’immaginario alle soglie dell’orrorifico, Refn decise di girare The Neon Demon (2016) nella Paramour Mansion di Los Angeles. La magione ha la fama, ormai affermata da quasi un secolo, di essere infestata da fantasmi e spiriti di diverso genere, tutto a causa di alcuni fatti di cronaca nera avvenuti negli anni trenta e proseguiti, in vari episodi, fino ad oggi. Inoltre, per rendere ancor più raccapricciante il clima sul set, il classico grido da regista Azione! venne sostituito da Violenza! Cinema di Nicolas Winding Refn

Location sicuramente azzeccata, affacciata su una Los Angeles buia e distante, perfetta per assistere all’estrema violenza e alla morte dei sogni.

La vista per un regista

La vista è il senso fondamentale per un regista, soprattutto quando c’è da valutare colori ed atmosfere. In questo caso Winding Refn parte leggermente svantaggiato rispetto agli altri suoi colleghi, in quanto soffre di daltonismo. Questo non gli preclude la possibilità di fare cinema, anzi, con i giusti collaboratori il problema è ovviato. Sicuramente è in buona compagnia: anche Christopher Nolan soffre della stessa patologia.

Una scena di Drive, vista con gli occhi del regista Nicolas Winding Refn.

Un film di poche parole

Premiato al Festival di Cannes, adorato dal pubblico, discusso dalla critica: Drive è ritenuto il manifesto del cinema di Nicolas Winding Refn. Il film è diventato inoltre un fenomeno di costume anche fuori dal comparto cinematografico, grazie alla sua particolare estetica. Un’altra delle sue principali caratteristiche è sicuramente il numero ridotto di dialoghi e battute recitate dagli attori. Si è supposto che questa fosse stata una scelta del regista. In realtà la decisione venne presa di comune accordo fra l’attore Ryan Gosling e l’attrice Carey Mulligan, che ignorarono arbitrariamente parte della sceneggiatura, per prediligere una recitazione più introspettiva. Le parole pronunciate in tutto il film sono solamente 891. Cinema di Nicolas Winding Refn

Il personaggio interpretato da Ryan Gosling, chiamato solo con l’appellativo de “Il Pilota”, proferisce in tutto il film solamente 116 parole. Calibratissimo.

Da regista a personaggio di un videogame

Grazie alla sofisticata tecnologia del motion capture, Nicolas Winding Refn è diventato un personaggio di Death Stranding, celebre videogame ideato, scritto e prodotto dal luminare videoludico Hideo Kojima. Refn interpreta tale Heartman, uomo alla ricerca della propria famiglia, scomparsa durante l’evento disastroso che dà il nome al prodotto. La proposta di far parte di un videogame avrà sicuramente entusiasmato il regista, che infatti è collezionista di giocattoli.

Heartman mentre racconta la sua storia all’interno del videogioco. Il suo personaggio ha la caratteristica di avere solo 21 minuti di vita. Non proprio un super potere.

Un’amicizia speciale

Fin dal suo trasferimento negli Stati Uniti, precisamente a New York, Refn sviluppò una grande ammirazione nei confronti del regista e drammaturgo Alejandro Jodorowsky. I due ebbero occasione di conoscersi a Parigi, proprio a casa dell’artista cileno naturalizzato francese, dove quest’ultimo gli fece i tarocchi. Ne seguì una lunga chiacchierata, dove il regista danese si convinse a girare Drive. Il film è infatti dedicato a Jodorowsky stesso.

Nicolas Winding Refn e Alejandro Jodorowsky abbracciati al Film Festival di Monaco di Baviera.

Protagonista di un documentario

Nel 2015 è uscito il documentario My Life Directed By Nicolas Winding Refn girato da Liv Corfixen, moglie del regista danese. Le riprese sono state effettuare durante la produzione del film Solo Dio Perdona, ed immortalano molti momenti privati del regista, in un continuo sali e scendi di emozioni. Questa pellicola, della sola durata di 58 minuti, racconta i sentimenti e le difficoltà di chi fa cinema. Un prodotto interessante per chi è amante de il dietro le quinte.

Una scena del documentario.

Bronson e Tom Hardy

Il film Bronson, basato sulla vita del prigioniero più violento d’Inghilterra, ha lanciato la carriera del regista danese in una dimensione superiore, per pubblico e fama. Ma non solo, consacrò anche la carriera di Tom Hardy. Grazie all’interpretazione venne notato da Christopher Nolan, che lo fece scritturare prima per Inception, e successivamente per il ruolo di Bane nel blockbuster Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno.

Tom Hardy interpreta Bronson, il detenuto più violento della storia inglese.

Dieci film preferiti

Chiudiamo le dieci curiosità sul regista danese, pubblicando i dieci film preferiti di Nicolas Winding Refn. Una classifica variegata, che lascia spazio a molte soprese.

  • Tokyo Drifter (Seijun Suzuki, 1966)
  • La battaglia di Algeri (Gillo Pontecorvo, 1966)
  • Il Vampiro (Carl Theodor Dreyer, 1932)
  • La morte corre sul fiume (Charles Laughton, 1955)
  • Videodrome (David Cronenberg, 1983)
  • Il mostro è in tavola… barone Frankenstein (Paul Morrissey, 1973)
  • Piombo Rovente (Alexander Mackendrick, 1957)
  • La mia vita a quattro zampe (Lasse Hallström, 1985)
  • La Bella e la Bestia (Jean Cocteau, 1946)
  • La farfalla sul mirino (Seijun Suzuki, 1967)
La Battaglia di Algeri, l’unico film italiano nella lista dei preferiti da Winding Refn.

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