Il Giorno Sbagliato, il nuovo film di Derrick Borte con Russell Crowe

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In tempo di pandemia globale, esce un film che fa leva sulle nostre nevrosi quotidiane, portandole all’estremo.

Uno dei film più attesi, e pubblicizzati, del 2020. La nuova pellicola del regista tedesco-americano Derrick Borte, già conosciuto per “The Joneses”, “H8RZ” e “American Dreamer”. Borte porta sul grande schermo una storia di “rage road“, con antagonista d’eccezione Russell Crowe, nei panni di un orco urbano famelico di vendetta e anfetamine. Il pitch del film ci presenta subito la scena di una strage familiare, motivata da una separazione fra marito e moglie. Il giorno successivo questo evento di cronaca nera si incrocia con la vita frenetica e complicata di una giovane madre divorziata e della sua famiglia.

In che modo? Ad un semaforo, dopo aver suonato ripetutamente il clacson per sollecitare la partenza della macchina che la precede, la protagonista Rachel (interpretata da Caren Pistorius, che nel ruolo ricorda molto Winona Ryder nella serie Netflix “Stranger Things“) si trova minacciata da un automobilista che si rivela essere l’efferato omicida. Il clacson inteso come causa scatenante di un malessere selvaggio, condurrà i personaggi in gioco a una continua corsa verso la violenza. Il titolo originale del film “Unhinged“, fa già presagire una situazione assolutamente fuori controllo. In slang americano il termine significa infatti: “crazy, insane, psycotic, confused“.

Lo stalker stradale, dopo aver inseguito furiosamente la donna che lo ha offeso con quel gesto “non di cortesia”, riuscirà ad entrare in possesso del cellulare della giovane madre, accedendo così a tutti gli aspetti della sua vita privata. Così facendo avrà la possibilità di vendicarsi su i suoi affetti più cari e monitorarne gli spostamenti.

Tom Cooper (Russell Crowe) si appresta a compiere un massacro, nel pitch del film.

Un film non consolatorio, carente però di meccanismi narrativi efficaci.

Un film che punta il dito contro la frenesia della vita contemporanea. Verso l’insicurezza e la misoginia degli uomini che non accettano la fine di una relazione. Contro l’utilizzo esacerbato della tecnologia, puntando a farci riflettere sulla protezione dei nostri dati personali. Troppo spesso in balia di speculatori e in casi estremi di veri e propri criminali. La strada intesa come jungla, dove si intersecano i rispettivi esaurimenti di chi occupa gli abitacoli. Chi per problemi familiari, chi per problemi lavorativi, sono tutti nell’enorme calderone esplosivo che può essere innescato con una semplice, quanto banale, miccia.

Da questi buoni presupposti il film si sposta sull’asse degli inseguimenti automobilistici e della violenza estrema, difficilmente giustificabile anche per il livello di alienazione che permea Tom, il personaggio interpretato da Russell Crowe. Il punto cardine del film diventa la furia cieca di un uomo distrutto dalla vita e con la vita distrutta a causa prima di un licenziamento e poi del divorzio. Il regista vuole farci intendere che quella a cui stiamo assistendo è una situazione credibile e che possa accadere a chiunque. Ma in fondo non è così. La costruzione dell’intera vicenda fa acqua in molti frangenti e troppo spesso cade in cliché scontati, visti e rivisti. Date le premesse, ci si poteva aspettare di più.

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A.M.