L’autunno caldo del regista Fabio Giovinazzo

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Il regista Fabio Giovinazzo, durante il mese di ottobre, si è visto recapitare al suo indirizzo nomination e riconoscimenti provenienti da tutto il mondo. Questo grazie alla sua produzione filmica mai doma.

Dopo che, a fine settembre, il suo film L’anima nel ventre è stato annunciato fra i selezionati per l’Hallucinea Film Festival, è arrivato un altro riconoscimento per la stessa pellicola. Come in un effetto a catena, molte delle sue opere sono state selezionate e premiate nei più disparati festival cinematografici in giro per il globo. SDAC Magazine lo ha contattato, chiedendogli di offrirci una panoramica del momento artistico che sta vivendo.

“Si tratta di un’avventura che si sta rivelando piena di soddisfazioni, traboccante di riconoscimenti preziosi” dice il regista Fabio Giovinazzo, “ed è con vivace entusiasmo che condivido questi importanti risultati con tutti i miei fantastici collaboratori e con tutte quelle persone che mi hanno sempre sostenuto”.

12 cm di tacco è un cortometraggio thriller dove una misteriosa e affascinante detective – interpretata dalla bravissima Nicoletta Tanghèri – indaga sul feroce omicidio di un attore (il cui cadavere non viene mai fatto vedere) seguendo linee capricciose e bizzarre. L’opera è arrivata in finale allo Stockholm City Film Festival, quindi ha ricevuto una Special Mention Award in India all’Aiyan Film Awards ed è giunta in semifinale a Londra all’interno del London Indie Short Film Festival.

Un frame tratto da Isis vs Zombies.

Isis vs Zombies immagina una contaminazione tra quello stato di guerra assetato di sangue che vive dentro la realtà e quell’apocalisse affamata di carne umana che scuote la fantasia; il cortometraggio è arrivato in semifinale all’Hollywood Horror Fest e ha ricevuto una menzione d’onore a Los Angeles in occasione del L.A. Indie Horror Fest per aver interpretato il genere horror con un linguaggio innovativo.

Il mio nome è Gesù è un lungometraggio permeato da un atteggiamento distruttivo con sfacciataggine dove il sentimento religioso è quello di chi si sente abbandonato, di un’umanità grottesca e blasfema che sente un Dio che non abita più qui; il film – dopo l’apprezzamento al Rome Outcast Independent Film Award – è stato selezionato al L.A. Sun Film Fest (Los Angeles) nella categoria “Best Indie Film”.

L’anima nel ventre è un poema costruito attraverso l’elaborazione mentale e generatrice delle immagini dove la messa in scena è inconsueta, l’ispirazione è fonte legata alle poesie di Claudio Pozzani, poeta blues che danza sulla pagina; il cortometraggio ha incontrato apprezzamento in Francia all’Hallucinea Film Festival.

Veleno Biondo è un dark fantasy dove una seducente ninfetta – interpretata in modo eccellente dalla giovanissima Athena Faccio – vive, forse inconsapevole, tra il bene e il male, esprimendo la conturbante e potente bellezza dei suoi anni e interagendo con un gatto antropomorfo dal grottesco aspetto demoniaco che le parla di libertà; il lungometraggio è in selezione ufficiale al Bratislava International Film Awards e al New York Flash Film Festival.

Immagine tratta dal film Veleno Biondo.

L’arte del Fauno è un documentario grottesco e drammatico sulla vita di un moderno Charlot, un artista elegante, pubblicamente ironico e privatamente disperato che nella sua solitudine parla sinceramente e senza limiti; il film è stato premiato come miglior documentario al Golden Leaf International Film Festival (India) ed è attualmente finalista in Francia al Paris International Film Awards.”

Oltre al cinema, Fabio Giovinazzo sta per tornare sugli scaffali con un nuovo libro. Dopo l’esordio con Dissolvi, abbiamo chiesto all’artista e scrittore novità in anteprima sulla sua nuova opera.

“Il libro uscirà sicuramente entro Natale. È in fase di stampa. Sarà pubblicato da Edizione Contatti. Il titolo è 61 fotogrammi, con sottotitolo L’occhio dietro la macchina. Parlerà e mostrerà fotogrammi tratti dai miei film con testi che ho scritto per dare al lettore/spettatore approfondimento della mia estetica, del mio messaggio artistico e sociale, che in ogni caso resta legato alla mia natura intima e fantastica. E ovviamente comprenderà la decisiva ed efficace prefazione di Alessandro Bellagamba, il Direttore di SDAC”.

In redazione non vediamo l’ora di poter leggere anche questo capitolo della storia artistica di Fabio Giovinazzo, che non smette di sorprendere e stupire, dentro e fuori i confini nazionali. regista Fabio Giovinazzo