Marco Bellocchio, i suoi film da vedere e rivedere

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Marco Bellocchio compie oggi 82 anni. Nasceva nel 1939 a Bobbio, in provincia di Piacenza, quello che viene riconosciuto attualmente come il miglior regista italiano in vita.

La sua carriera da cineasta ha attraversato i periodi più disparati della storia italiana: dall’ esordio con I pugni in tasca (1965), manifesto di una generazione, fino al più recente Il traditore (2019), pellicola che ripercorre la storia del collaboratore di giustizia Tommaso Buscetta. I temi da lui trattati sono stati importanti per stimolare il dibattito pubblico in Italia e per creare la coscienza critica di molti spettatori. Abbiamo stilato per voi una lista di pellicole che dovreste vedere o rivedere. Marco Bellocchio film da vedere

I pugni in tasca (1965)

Il film d’esordio, quello che per molto tempo ha dettato la linea per le tematiche dei film del regista. Un film generazionale, che irrompe nelle coscienze italiane prima del fatidico sessantotto. Una madre cieca e i suoi tre figli adulti sono i protagonisti di questa angosciosa storia, che andò a scardinare certa retorica sulla famiglia che permeava la società borghese degli anni sessanta. La pellicola vinse il Premio Città di Imola ma venne rigettata dai selezionatori del Festival di Venezia. Attualmente è inserita nella lista dei 100 film italiani da salvare. Il film è reperibile esclusivamente in DVD, potete acquistarlo cliccando QUI.

Sbatti il mostro in prima pagina (1972)

Un film controverso, oltremodo attuale, sostenuto dalla potenza recitativa del compianto Gian Maria Volonté. La pellicola racconta le manipolazioni mediatiche di un ipotetico direttore de Il Giornale, quotidiano borghese e reazionario, nei confronti della notizia dell’omicidio di una giovane ragazza. La storia viene manipolata, in accordo con forze politiche e di polizia, per effettuare un’acuta strategia di strumentalizzazione allo scopo di incastrare un militante della sinistra extraparlamentare e strumentalizzare politicamente la vicenda. La storia di cronaca nera citata nel film è ispirata all’omicidio di Milena Sutter, accaduto a Genova il 6 maggio del 1971. Un film chiave per entrate nei meandri del potere mediatico italiano. Il film è acquistabile in edizione speciale (e ad un buon prezzo) cliccando QUI.

Diavolo in corpo (1986)

Morando Morandini, padre dell’omonimo dizionario del cinema, lo definì “il primo film sull’Italia del post terrorismo”. Lo stesso Bellocchio dichiarò che questo film rappresentò un punto di rottura con il suo cinema precedente: “C’è un film che divide il mio percorso in due: è Il diavolo in corpo. È stato una rivoluzione per me. Quella novità si è sviluppata poi attraverso altre ricerche e altri esperimenti e da lì, è vero, il mio lavoro è diventato più accessibile”. La pellicola ha come protagonista Giulia, giovane studentessa che vive la sua esistenza borghese fra scuola, sesso e l’essere promessa sposa a un brigatista pentito. Ex membro dello stesso gruppo che uccise suo padre. Potete acquistare il film a questo link.

L’ora di religione (2002)

Con questo film Bellocchio ritorna al tema della famiglia, mettendo il focus su certo tipo di religiosità. Una famiglia cerca di ritrovare il prestigio sociale perduto grazie alla canonizzazione di una parente. La donna, fortemente religiosa, venne uccisa da uno dei suoi figli, ritenuto pazzo e bestemmiatore. Tutto il nucleo familiare è favorevole a questo processo, tanto da lavorarci su da anni. L’unico contrario è Ernesto, interpretato da Sergio Castellitto, pittore e illustratore per bambini, che ritiene la defunta stupida e responsabile di aver rovinato la vita ai figli. Questa sua posizione lo metterà in alcune situazioni conflittuali e alquanto particolari. Il film è visionabile sulla piattaforma Amazon Prime, cliccando QUI.

Buongiorno, notte (2003)

Una delle pellicole più importanti della cinematografia italiana. Un’opera interpretativa e di fantasia, che ricerca tramite la finzione filmica un centro mentale che possa andare a ricostruire il set psicologico di Aldo Moro e dei suoi carcerieri, durante la detenzione dell’esponente della Democrazia Cristiana, perpetrata dalle Brigate Rosse. Il film si basa su registri diversi, passando da contributi mediatici dell’epoca a sequenze oniriche. Senza dubbio uno dei migliori lavori del regista emiliano. Potete godervelo visionandolo QUI.

Vincere (2008)

Il film ruota attorno a due personaggi: Benito Albino Dalser, figlio di Benito Mussolini e di Ida Irene Dalser, consorte del futuro dittatore, quando lo stesso era ancora un semplice agitatore socialista. La pellicola ci racconta le vicende di questi due personaggi, esclusi dalla Storia con la S maiuscola. Un impressionante affresco sulla dualità fra pubblico e privato e sull’oblio riservato ad alcuni co-protagonisti delle vicende storiche più importanti. Il figlio e la compagna del dittatore infatti, vennero rinchiusi in un manicomio, dove specialmente la donna non rinunciò mai a raccontare la propria verità, ovviamente lontana e scomoda alle pretese regimistiche. Potete ottenere il cofanetto dell’opera a questo link.

Il traditore (2019)

Un film che non solo racconta una celebre vicenda di cronaca italiana, ma ci mette faccia a faccia con la difficoltà del nostro paese ad affrontare i lati più oscuri della sua storia. La pellicola ripercorre le vicende di Tommaso Buscetta, magistralmente interpretato da Pierfrancesco Favino, attraverso quello che fu uno dei segmenti più importanti del processo contro Cosa Nostra, che contribuì significativamente a smantellare parte del potere operativo dell’organizzazione mafiosa. Il film però non è consolatorio, tanto meno ottimista: viene raccontato infatti anche l’attentato al giudice Giovanni Falcone e il finale di pellicola sta lì a rammentarci l’eterno ritorno di certa violenza primordiale. Potete guardare il film in streaming senza pubblicità, cliccando QUI.

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