Werner Herzog e la potenza del sogno

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Werner Herzog compie oggi 78 anni, uno dei più grandi cerimonieri del cinema contemporaneo. Una vita passata dietro la cinepresa, in continuo equilibrio fra sogno e verità, fra fiction e documentario.

Bavarese, uomo “fisico” del Basso Medioevo (come lui stesso si definisce), Werner Herzog è stato, ed è ancora, una delle più splendenti Stelle Polari per i giovani cineasti che si avvicinano alle discipline cinematografiche. “Chiunque faccia film deve essere, in un certo senso, un atleta. Il Cinema non scaturisce da astratte riflessioni accademiche, ma dalle ginocchia, dalle cosce, dall’essere disposti a lavorare venti ore al giorno”. Queste sue parole rispecchiano perfettamente la sua percezione artigianale del cinema, strumento per rivelare una realtà estatica e per inseguire i sogni dell’uomo.

Sono sempre stato interessato alla differenza tra “fatto” e “verità”. E ho sempre sentito che esiste qualcosa come una verità più profonda. Esiste nel cinema, e la chiamerei “verità estatica”. È più o meno come in poesia. Quando leggi una grande poesia, senti immediatamente, nel tuo cuore, nelle tue budella, che c’è una profonda, inerente verità, una verità estatica“.

Il sogno di portare una nave nella foresta

Werner Herzog e il suo pappagallo, sul set di “Fitzcarraldo”.

Per ricercare questa verità, spesso Herzog si è trovato ad affrontare situazioni ai limiti delle umane possibilità. L’esempio più lampante è sicuramente l’iter produttivo del film Fitzcarraldo (1982). Un sogno ad occhi aperti, trasformatosi quasi in tragedia. Il film doveva ripercorrere le vicende di un magnate della gomma, che in Sud America, smontò una nave per farla passare attraverso una collina, per poter poi successivamente rimontarla e proseguire la navigazione. Herzog identificò in questa impresa la potenza assoluta della volontà umana e della forza dei sogni. Decise di girarci un film, trasportando lui stesso una nave di 300 tonnellate nel bel mezzo della foresta amazzone, dieci volte più pesante rispetto a quella realmente smontata e trasportata. La nave doveva veicolare la costruzione di un teatro dell’Opera nel bel mezzo della foresta, ma le conseguenze furono disastrose. Operatori feriti, indios sul punto di rivoltarsi, defezioni fra gli attori, malattie virali, liti e ovviamente un ritardo mostruoso rispetto al piano di produzione. Werner Herzog sogno

Il film vinse comunque la Palma d’Oro a Cannes nel 1982, anche se Herzog dichiarò: “Non dovrei più fare film, dovrei andare direttamente in manicomio. Nessuno riuscirà a convincermi ad essere felice di tutto questo”. Invece continuò a fare film, nonostante le grosse difficoltà che incontrò a trovare finanziamenti. La sua passione per la verità, per il sogno e per gli esseri umani visionari rimase. Un altro esempio di questa sua ossessione, ma solo uno dei tanti che si potrebbero fare parlando di questo grande artista, è sicuramente il documentario Grizzly Man (2005).

Grizzly Man e il tema della natura

Timothy Treadwell in compagnia dell’orso che, probabilmente, lo ha ucciso.

Timothy Treadwell era un giovane americano che aveva deciso di passare tutte le sue estati in una riserva naturale in Alaska, in compagnia di un branco di orsi. Si era identificato in quella comunità animale e il suo scopo era proteggerla dagli esseri umani. Aveva assegnato un nome ad ognuno di essi e perseguiva il sogno di vivere in armonia con loro. Durante queste estati Treadwell produsse più di cento ore di filmati, in cui si auto intervistava e nella quale riprendeva attività animali o scene della sua vita quotidiana. Finché il 5 ottobre del 2003 un paio di orsi, estranei a quella colonia, sbranarono lui e la sua compagna, che lo stava accompagnando in quegli ultimi sventurati giorni.

Herzog venne invitato da Discovery Channel a produrre un documentario sulla vita di Treadwell. Accettò, sia per trovare fondi per produrre Encounters at the End of the World (2008, documentario sull’Antartide), sia per il fascino che gli suscitava la storia e la figura di Treadwell: un sognatore, un personaggio ai limiti. Fu anche l’occasione per raccontare una natura inumana, caotica, che non lascia scampo. Il film contiene significative riflessione di Herzog su queste tematiche. Attraverso la propria voce fuori campo, sembra quasi colloquiare con il protagonista. Il film ricevette una moltitudine di premi negli Stati Uniti. In Europa si riscoprì più tardi, soprattutto grazie alla diffusione via internet. Werner Herzog sogno

Con queste due pellicole, esempi lampanti di parte della sua produzione, non possiamo che invitare voi lettori ad approfondire, nel caso non l’abbiate già fatto, questo grande regista. Perché attraverso le sue opere c’è sempre un nuovo orizzonte da scoprire e per la quale sorprendersi. Werner Herzog sogno

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